NAPOLI – FEYENOORD
Ieri sera, guardando la sfida di champions, questa era la domanda che mi frullava per la testa.
Questo Napoli è più convinto dei suoi mezzi o ha la supponenza degli arroganti? In ottica ottimistica, io preferisco la convinzione: una squadra talmente convinta della sua forza che dosa le sue energie per un tempo o più, per poi ammazzare l’avversario nella ripresa.
Se volessimo però arrovellarci le meningi con complessi pensieri filosofici, potremmo dire che essere troppo convinti dei propri mezzi potrebbe sfociare nella supponenza: potremmo addebitare a ciò il pasticcio dell’ultimo minuto di recupero che ha condotto al goal della bandiera del Feyenoord.
Ecco, tutta filosofia e psicologia, o quasi, la disamina della prestazione di ieri sera. Eh già, quasi: permangono le incertezze di un Maksimovic che forse deve riabituarsi ai 90 minuti e le difficoltà, speriamo solo fisiche, di un Hamsik ancora alienato come un operaio logorato dalla monotonia di un lavoro in fabbrica, restando in tema filosofico con Marx…
Poi le distrazioni, decisamente troppe, che hanno portato gli olandesi, decisamente poca roba, ad affacciarsi dalle parti di Reina: a proposito, il portiere si è completamente riabilitato con diverse parate decisive, tra le quali quella sul rigore che avrebbe portato il Feyenoord pericolosamente sul 2 1…
Tra convinzione e supponenza, filosofia e psicologia, difficoltà fisiche o amnesie tattiche, tre punti d’oro in un cammino europeo che si sta rivelando inaspettatamente duro…
FORZA NAPOLI: MILANO E’ PARTENOPEA!!!

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